Il Nilo, fiume della vita

Il Nilo è un grande fiume, detto anche fiume della vita, la cui sorgente è situata sul monte Gikizi (Burundi). Scorre per 6.695 km prima di sfociare nel Mediterraneo







Per gli antichi egizi, esso era fonte di vita sotto tutti gli aspetti. Forniva l'alimentazione grazie alla sua ricca fauna ittica e alla presenza di innumerevoli uccelli acquatici. Forniva acqua per tutti gli usi domestici e per l'irrigazione delle colture. Con i suoi cicli di imponenti piene, assicurava fertilità ai terreni circostanti.
La maggior parte della gente comune viveva infatti nei vari villaggi disseminati lungo il suo corso (laddove si era certi di non essere travolti ogni anno dalla piena), così che il fiume diventava anche punto di riferimento per la socialità.

Per arginare le sue piene gli egizi tentarono di costruire delle dighe, ma non riuscirono mai a controllare l'imprevedibilità e la potenza delle sue inondazioni.

Il Nilo rappresentava anche una grande via di comunicazione che permetteva scambi e commercio.



Anche il calendario degli egizi era basato sui ritmi del fiume. Essa si divideva in tre stagioni: la prima (da metà luglio a metà novembre) era la stagione della piena, quando il Nilo inondava con le sue acque tutte le terre circostanti i suoi argini, per un'estensione che andava dai 3 ai 9 km, depositando il suo limo (una tipologia di terreno) ricco e fertile; la seconda era la stagione della semina che da metà novembre si prolungava fino a metà marzo; la terza era la stagione del raccolto, durante la quale il fiume raggiungeva il suo livello più basso.



Il Nilo era infestato da coccodrilli tanto che una delle divinità egizie era il dio Sobek rappresentato da una figura umana con la testa di un coccodrillo.



La civiltà egizia nacque e si sviluppò sul Nilo, le cui acque si diceva sgorgassero dall'anfora del dio Hapi, adeguandosi ai suoi ritmi e traendo da esso tutta la sua forza vitale.